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| ::: OLHON | Massimo Magrini e Zairo - Interview on Audiodrome.it |
| Luscita
di Sinkhole per Eibon Records mi ha permesso di scoprire il progetto Olhon. Sinkhole
riproduce e ripresenta ponendosi a metà strada tra documentario
e arte un paesaggio sonoro: un luogo minaccioso e quasi inviolabile
dalluomo quale è il pozzo del Merro, cioè unenorme voragine
a Est di Roma, un cedimento della superficie terrestre causato dallacqua,
parte asciutto e invaso dalla vegetazione, parte allagato. Ho contattato Zairo,
la persona che ha dato origine al tutto e tramite lui Massimo Magrini
(Bad Sector), che cura gli aspetti tecnici di Olhon. Ho cercato soprattutto di sfruttare questo scambio di e-mail per capire quali sono origini, strumenti e linguaggi di una realtà che non va identificata col genere dark ambient, pur costituendo polo dattrazione per i suoi amanti, ma che va vista anche come progetto di musique concrète (di soli rumori naturali) oltre che vera e propria storia (il racconto di un posto particolare) e avventura: la cattura dei suoni qui significa escursioni, rischio, pazienza infinita, mentre molti altri artisti il lavoro di ricerca lo possono fare tranquillamente a casa registrando la tv o i film. Ho approfittato anche della situzione per raccogliere qualche opinione sullaltro porgetto di Zairo, Where, che da poco ha visto uscire Wererat, altro disco con un concept interessante e dove i field recordings giocano sempre un ruolo importante, questa volta impegnati a registrare un mondo sotterraneo popolato da creature che non ne vogliono sapere di cedere il passo alluomo Olhon: nascita del progetto e scelta del nome. Massimo Magrini: Il progetto è nato nel 1998 da unidea di Zairo (già componente di Where), quando contattò Massimo (di Bad Sector) chiedendo alcuni consigli tecnici. Il nome in russo è quello di una pianta che vive sull'isola omonima che si trova sul lago Baykal. Olhon è la collaborazione tra Zairo e Massimo Magrini: cosa avete in comune e cosa avete imparato luno dallaltro? Sicuramente in comune il gusto per l'insolito, l'oscuro e l'inconsueto. Mentre io sono più portato verso un approccio tecnico e razionale, Zairo ha dalla parte sua una carica istintiva e avventurosa che spinge il progetto verso obiettivi fuori dal comune. Field recording: come nasce linteresse per questa tecnica e perché viene portato avanti? Perché siamo convinti che, nonostante sia una tecnica espressiva oramai ben nota, in realtà nessuno ha abbia investigato a fondo luoghi lucifugi o difficilmente accessibili, come ad esempio i laghi vulcanici: luoghi dove sul serio si respira l'isolazionismo vero e proprio. Il concetto che sta alla base del luogo di registrazione è infatti molto importante, forse anche più delle caratteristiche spettromorfologiche dei suoni che si riescono a registrare. Field recordings e "Sinkhole": documentario, arte o entrambe le cose? Sicuramente entrambe le cose! Ultima su questo argomento. Da poco, molti progetti che utilizzano field recordings pubblicano sulle net label. La vostra opinione su questo fenomeno in crescita. Siamo dell'idea che quelli che fanno registrazioni paragonabili alle nostre siano veramente pochi, se non nessuno: noi costruiamo appositamente ed accuratamente le sonde microfoniche e mettiamo a punto tutta la parte elettronica necessaria. Inoltre i luoghi sono sempre molto difficili da raggiungere, ed in questo caso la preparazione speleologica di Zairo è fondamentale ed insostituibile. Solo le menti veramente motivate e... "malate" come le nostre possono concentrarsi su una cosa del genere con tanta ostinazione. Per quanto riguarda le net label, non abbiamo nulla in contrario. "Sinkhole" è il pozzo del Merro, cioè un luogo affascinante, curioso. Lascoltatore è dunque influenzato da una "storia" che gli viene raccontata quando ancora non ha messo il cd nel lettore. Avete mai provato a far sentire il cd a qualcuno che non sapesse di questa storia? Quali sono state le reazioni? Il cd è ascoltabile sui due piani paralleli: quello concettuale e quello più emozionale. Eravamo sicuri che il secondo punto di vista passasse anche senza aver conoscenza del primo e, dalle prime reazioni, ne abbiamo avuto subito conferma. Due dischi ("Veiovis" e "Sinkhole"), un elemento in comune: lacqua. Vivo in un porto, dunque per me acqua è vita, comunicazione, ricchezza, nuove possibilità. Olhon ne mostra invece un aspetto che altri hanno definito claustrofobico, introspettivo. Quali immagini associano Zairo e Massimo allacqua? L'elemento idrico chi ha sempre affascinato: L'acqua e' come una strada... che può portare verso la vita ma anche nel verso opposto. Sono state scritte molte storie del rock, ma ben poche della musica elettronica. Quali sono i progetti che vi hanno convinto a suonare così? Da dove si parte per arrivare a Olhon nel 2006? Sicuramente tutto quello che è compreso tra Throbbing Gristle e Lustmord è stato per noi di primaria importanza, tuttavia anche i nomi storici della musica concreta (Schaeffer, Henry...) o altri meno noti come Phahuysen rimangono per noi fondamentali. E poi come dimenticare Antonio Facci con Menarca! Lunica volta che ho visto Bad Sector dal vivo è stato in occasione del "Congresso postindustriale italiano" della Old Europa Café: vi sentite legati a questa scena? Non particolarmente. Siamo sicuramente molto più disadattati e misantropi dei vari... atteggiati che si propongono abitualmente sulle scene, specie da noi in italia. "Minimalismo" è un termine che si addice a Olhon? Conoscete o seguite artisti come Steve Reich o Philip Glass? Cè qualche relazione tra le vostre e le loro scelte estetiche piuttosto che tra la vostra e la loro musica? Mah, alla fine pensiamo che non c'entri molto: loro lavoravano sulle partiture iterative noi sui suoni destrutturati. Comunque vedo in comune l'idea di partire a lavorare con materiali minimi e molto ben "delineati", anche se tuttavia di natura completamente diversa. È pensabile unesibizione live, magari con proiezioni che rappresentino il mondo che Olhon "registra"? È quello a cui stiamo lavorando e che pensiamo di proporre il prossimo anno. Ovviamente anche i luoghi delle esibizioni saranno inconsueti: grotte, cave abbandonate, terrai e, perché no, ex manicomi. Ma il luogo i cui avremmo maggior piacere di esibirci sono i piazzali dei discount di periferia: il loro desolato squallore ci attrae tantissimo! Una parentesi sul progetto Where. Se "Sinkhole" è natura, "Wererat" può essere definito natura contro cultura? Zairo: Sì, in questo caso la natura avverte che luomo rappresenta una minaccia per il pianeta e si difende... Anche in questo caso, il punto di forza del progetto sembra essere il lavoro di ricerca delle fonti sonore: bastano i 17 secondi di "Rats Bite" per imprimere il disco nella memoria. Come per Sinkhole, anche qui cè un elemento "vissuto", la storia dietro alla musica, che rende più interessante il tutto. Comè stato catturato quel verso? Quel suono è stato registrato nel 1997 destate in una fognatura di Piombino. Io indossavo una tuta in tyvek ed una maschera antigas (sapete, là sotto non vi è aria di montagna) completamente al buio... aspettando di registrare qualche suono inedito. [ A cura di: Fabrizio Garau - Data intervista: 6/11/06 - www.audiodrome.it ]
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